La diarrea è uno dei disturbi più comuni e frequenti che si verificano a danno dell’intestino umano e animale. Il sintomo principale e caratteristico è un notevole aumento dell’emissione di feci – generalmente almeno 200 gr in più -, molto meno consistenti del normale; a questo si aggiungono crampi addominali e, nei casi più gravi, vomito, febbre e addirittura dimagrimento.
Ci sono varie tipologie di diarrea, che si classifica in base alle cause che l’hanno scatenata e ai sintomi con cui si manifesta.
- Diarrea cronica: si presenta con una tale frequenza e persistenza, che può portare ad una seria debilitazione e disidratazione del soggetto che ne è affetto. Le cause che più spesso la determinano sono la sindrome del colon irritabile, la celiachia e l’intolleranza al lattosio. Questo tipo di diarrea, inoltre, può essere il segnale di una patologia nascosta, perciò è un tipo di disturbo sul quale il medico curante deve effettuare un’analisi molto accurata.
- Diarrea acuta: è causata, nella maggior parte dei casi, dall’azione di agenti infettivi, come lo Staphylococcus aureus, la salmonella e l’Adenovirus; ma fra le sue cause si possono annoverare anche le allergie e le intolleranze alimentari. A seconda del batterio che la genera, può presentarsi solo acquosa oppure, in alcuni casi, sanguinolenta. è questa la forma di diarrea che affligge i Paesi più poveri, dove le condizioni igienico-sanitarie sono a dir poco precarie, e dove una percentuale altissima di bambini non arriva a compiere il quinto anno di età.
- Diarrea secretoria: provoca una perdita di liquidi davvero notevole. Si scatena quando si mette in moto un processo attraverso il quale le cellule dell’epitelio intestinale diventano troppo permeabili nei confronti del cloro e del potassio. Di conseguenza, si verifica un secrezione eccessiva di cloro, ma anche di bicarbonato. Questo tipo di meccanismo spiega per quale motivo, se il paziente si mette a digiuno, continueranno a manifestarsi i sintomi .
- Diarrea osmotica: questa si verifica in una particolare situazione, cioè quando, a causa di un cattivo assorbimento di carboidrati, oppure di un deficit di lattasi, cambia l’osmolarità del “lume intestinale”, cioè la sua capacità di richiamare acqua. In particolare avviene una diminuzione dell’osmolarità plasmatica, perciò il plasma riuscirà a stento a trattenere i liquidi, che si riverseranno in circolo. Si verifica, infine, un aumento dei cosiddetti “acidi grassi a catena corta” e dell’acido lattico nelle feci ed il test del digiuno risulterà positivo.
- Diarrea infiammatoria: è un tipo di diarrea “misto”, perché presenta caratteristiche che sono comuni sia alla diarrea osmotica, sia a quella secretoria. è causata da un’infiammazione della mucosa intestinale. Le cellule staminali dell’intestino cominciano a moltiplicarsi, a differenziarsi e vanno a sostituire quelle perdute ma, a differenza di queste ultime, sono più carenti di alcuni enzimi. Si crea perciò un tessuto che assorbe poco e che secerne molto e, qualora non si intervenga tempestivamente, si possono formare ulcere e può riversarsi nell’intestino un essudato contenente proteine e sangue.
- Diarrea da alterata motilità intestinale: scatenata generalmente dalla sindrome del colon irritabile, presenta un aumento dell’attività propulsiva dell’intestino, perciò il transito delle sostanze nutritive diventa troppo veloce. Può anche essere provocata, però, da ostruzioni di varia natura, ad esempio se è presente un tumore, e anche da alcune patologie neurologiche. Può portare alla presenza di muco nelle feci e si può alternare alla stipsi.
Chiaramente, la terapia verrà scelta in base alle cause del disturbo. Principalmente bisognerà provvedere al reintegro dei liquidi e delle sostanze minerali, perciò si procede alla somministrazione di antidiarroici, probiotici ed integratori, tisane e brodi vegetali e animali. Nel caso in cui la presenza di batteri specifici lo richieda, vengono prescritti antibiotici.